
Il 18 gennaio scorso si è svolto a Davos, in Svizzera, il consueto meeting del World Economic Forum. L’argomento? Sempre lo stesso: “Closing the gap”, ovvero, ridurre il più possibile, fino ad arrivare all’uguaglianza, il divario tra uomo e donna in molteplici ambiti.
Da 10 anni il World Economic Forum misura lo sviluppo relativo alla parità tra i sessi di 144 paesi basandosi su quattro indicatori:
- Salute
- Istruzione
- Presenza politica
- Partecipazione socio-economica
Anno dopo anno, l’Italia continua a “conquistare” solo basse posizioni e, anziché avanzare, retrocede. Lo dimostra il Gender Gap Report 2016, in cui, rispetto all’anno precedente, l’Italia è scesa dal 41° posto al 50° nella classifica generale ed ha perso diverse posizioni in tutte le categorie.
Ad esempio, in “Economic participation and opportunity” l’Italia perde ben sei posizioni, dalla n°111 alla 117. L’occupazione femminile continua, dunque, a rimanere fissa a livelli pre-crisi.
Un tale gender gap nel settore dell’occupazione porta, di conseguenza, anche ad un profondo pay gap: l’Italia scende dal 109° al 127° posto su 144 relativamente alla “parità di salario per occupazione simile”.
Quelli del Gender Gap Report 2016 sono dati a dir poco allarmanti, in particolare per chi, come noi, sostiene da sempre i diritti delle donne. Continuiamo ad essere vicini a imprenditrici, donne in carriera, mogli e madri e supportiamo fortemente tutte coloro le quali hanno un’idea imprenditoriale o un sogno da realizzare.



